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Guida · le regole del Ministero e i numeri di 7 città

Come si vota alle elezioni comunali

Al seggio porti un documento di riconoscimento e la tessera elettorale. Ricevi una sola scheda per il sindaco e il consiglio comunale: puoi votare un candidato sindaco, una lista e, nei comuni da 5.000 abitanti in su, fino a due preferenze per candidati di quella lista, purché di genere diverso.

Alle ultime comunali, ogni 100 voti alle liste, si sono scritte 94 preferenze a Palermo, 73 a Napoli, 55 a Verona, 41 a Bologna, 34 a Torino, 33 a Roma e 32 a Milano.

Cosa portare al seggio

Il documento

Carta d'identità o un altro documento con fotografia rilasciato da una pubblica amministrazione, valido anche se scaduto da non più di tre anni. Chi ha chiesto la carta d'identità elettronica e non ha altri documenti può mostrare la ricevuta della richiesta. Senza documento può riconoscerti un componente del seggio che ti conosce personalmente, o un altro elettore del comune.

La tessera elettorale

Dice in quale sezione voti. Se l'hai persa o è rovinata, o se gli spazi per i timbri sono finiti, l'ufficio elettorale del Comune ti dà un duplicato o una tessera nuova (per lo smarrimento serve la denuncia). Nei due giorni prima del voto l'ufficio è aperto dalle 9 alle 18, e il giorno del voto per tutto il tempo in cui si vota.

Quando si vota

Per legge si vota la domenica, dalle 7 alle 23. Per il 2026 una norma apposita ha aggiunto il lunedì, dalle 7 alle 15. I giorni delle prossime comunali li fisseranno le norme di quella tornata.

La scheda: come si votano sindaco e lista

Nei comuni con più di 15.000 abitanti e in tutti i capoluoghi di provincia ogni candidato sindaco può avere più liste collegate. Puoi:

Nei comuni fino a 15.000 abitanti, che non sono capoluoghi, ogni candidato sindaco ha una sola lista: il voto all'uno va all'altro, il voto disgiunto annulla la scheda, ed è eletto chi prende più voti.

Candidato A
Lista 1preferenze: Rossi, Bianchi
Lista 2
Candidato B
Lista 3
Lista 4
Esempio. Sindaco: Candidato A. Lista: Lista 1, collegata a lui, con due preferenze per candidati della Lista 1 di genere diverso.

Nelle grandi città lo stesso giorno si vota anche il consiglio del municipio (o della circoscrizione, del quartiere, della municipalità), con un'altra scheda: alle ultime comunali è successo a Palermo, Napoli, Verona, Bologna, Torino, Roma e Milano.

Le preferenze: quante e come si scrivono

Quante preferenze si scrivono davvero, città per città

A Palermo ogni 100 voti alle liste si sono scritte 94,3 preferenze, a Milano 32,1: è lì che si decide chi entra in consiglio, perché dentro ogni lista i seggi vanno a chi ha più preferenze.

CittàPreferenzeVoti alle listeOgni 100 voti
PalermoComunali 2022 176.527 187.204 94,3
NapoliComunali 2021 237.517 326.990 72,6
VeronaComunali 2022 56.522 103.261 54,7
BolognaComunali 2021 60.228 146.553 41,1
TorinoComunali 2021 101.126 300.783 33,6
RomaComunali 2021 339.823 1.018.582 33,4
MilanoComunali 2021 144.434 449.580 32,1

Il consiglio comunale dell'ultima elezione di ogni città, dai risultati per sezione pubblicati dal Comune. Ogni scheda può portare due preferenze: il numero non è la quota di chi ne ha scritta una, ma quante ne sono state scritte in tutto rispetto ai voti di lista.

Se nessuno vince al primo turno

Nei comuni sopra i 15.000 abitanti e nei capoluoghi, se nessun candidato sindaco prende più della metà dei voti validi, due settimane dopo c'è il ballottaggio fra i due più votati. Al ballottaggio si vota solo il sindaco: niente liste, niente preferenze.

Le fonti

Questa pagina riassume le regole: per un caso concreto fanno fede il testo di legge e le istruzioni della tornata, che il Ministero aggiorna a ogni elezione. In Sicilia e nelle altre regioni a statuto speciale le comunali hanno leggi regionali.